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Mentre passeggio nel silenzio dei pensieri della notte, penso a quante volte avrei voluto buttar giù due righe, per esprimere i miei pensieri. Ma poi troppi se, troppi ma, troppi freni mi hanno fatto desistere. Stasera, però, mi sento coraggioso, a tal punto da sfidare anche me stesso, per dare inizio e forma ad un pensiero. Mi chiamo Gianluca e da oltre 10 anni ho la passione per la digital art, più comunemente conosciuti come render. Sono riuscito nel tempo, con non pochi sforzi, a trasformare questa passione in un’attività lavorativa.

Vi chiederete perchè il mio primo articolo è proprio sul valore dei Render. Forse perchè troppo spesso mi sono trovato di fronte a questo quesito, chiedendomi se stessi chiedendo troppo o troppo poco. La verità è che al di là degli aspetti oggettivi, c’è la componente soggettiva e quindi la mia risposta il più delle volte è: “vediamo…capiamo bene di cosa hai bisogno”. A questo punto entrano in gioco molti fattori da considerare; per esempio, siamo abbastanza competenti per chiedere una certa cifra piuttosto che un’altra? Vale la pena sparare alto con il rischio di fare quel lavoro e perdere il cliente? Di contro non dobbiamo nemmeno rischiare di regalare il nostro lavoro.

Un aneddoto molto bello che ricordo dell’università, riguarda un mio professore. Un giorno si rivolse all’aula, in cui ero anche io, chiedendo se qualcuno di noi avesse in famiglia un avvocato o un dottore. Alcuni alzarono la mano, ovviamente. Così il professore proseguì chiedendo a quelli che avevano alzato la mano se i loro parenti si facessero pagare per le consulenze nel caso dell’avvocato. O le visite nel caso dei dottori. La risposta fu tuttavia ovvia, dato che quando andiamo a fare una visita di qualsiasi tipo dal dottore la paghiamo senza battere ciglio o chiedere sconti. Lo stesso vale per la consulenza dell’avvocato.

Questi sono esempi per poter introdurre la vera domanda riguardo all’architetto. “Che succede quando viene affidato un lavoro all’architetto?” domandò il professore. Le risposte furono delle più disparate ma il succo della questione è che quando ci viene chiesto di svolgere un lavoro le frasi che sentiamo di più sono: “non ho soldi” “quanto potrà costare fare due renderini”. Quando sento queste frasi dai miei clienti conto fino a 10, faccio un respiro profondo e cerco di dare la spiegazione più sensata possibile.

Anche se vorrei rispondere sempre “il salumiere non mi fa lo sconto perchè è mio amico”, cerco di far capire a chi ho davanti che il mio lavoro, il nostro lavoro, non è semplicemente un lavoro da nerd appassionati di grafica 3d. Cerco di far capire che la corrente che tiene acceso il pc che mi consente di fare i render ha un costo e anche il tempo che dedico alla costruzione di un modello 3d ha un costo.

Percui al momento di stilare un preventivo scritto, perché vi consiglio di lasciare sempre una traccia tangibile su cui fare fede anche per i preventivi futuri, sarebbe cosa buona dividere ogni fase di lavoro con una singola voce dedicata che comprenda esattamente cosa andrai a fare per giustificare il costo che ci sarà scritto affianco. Non sempre sarà possibile eseguire il preventivo in questo modo, ma come dicono anche altri miei colleghi delle volte serve più fortuna che fegato.

Detto questo vorrei concludere dicendo che rispetto a diversi anni fa c’è un utilizzo del render sempre più centrale nella progettazione, diventando quasi l’unica cosa importante per la presentazione di una ristrutturazione ad esempio. Ho scelto quindi di utilizzare questa leva per ottenere il giusto compenso dai miei clienti, senza rubare ne regalare, come fa l’avvocato o il dottore quando ti visita.

Per conoscere meglio il mondo del rendering vi invito a visitare la mia landing page www.novicearchitekt.it, dove potrete chiedere una consulenza gratuita e senza impegno. Vi ricordo inoltre che mi potete contattare direttamente al mio cellulare 3924859759 anche tramite whatsapp. Rispondo a tutti come pochi fanno.