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La storia della formica tenace e della formica paziente 🐜

La storia della formica tenace e della formica paziente

Un giorno due formiche esploratrici durante il loro cammino, in cerca di cibo da poter immagazzinare per la loro popolazione, si trovano di fronte ad un albero di frutti prelibati. Quell’albero si staglia li bellissimo, alto, in fiore, pieno dei suoi frutti.

Il pensiero tenace.

In quel momento la formica tenace comincia a pensare e progettare di scalare l’albero per arrivare a prendere i frutti più buoni, che stanno maturando al sole, per assaggiarne il gusto più intenso e gustoso. Sa che è un’impresa ardua, ma vuole a tutti i costi arrivare li perché sa che quel cibo renderà sani e forti generazioni di formiche dopo di loro.

Di contro l’altra formica paziente, si comincia a guardare intorno e si rende conto che con molta più facilità ci sono già tanti frutti caduti a terra. Le operazioni di raccolta e immagazzinamento sarebbero così molto più semplici per tutta la sua popolazione. Certo, la stagione successiva dovranno tornare in esplorazione con tutti i pericoli del caso e le incertezze. La pazienza della formica ripaga sempre le aspettative

Davanti a questo albero le due formiche si iniziano a confrontare e nasce un’accesa discussione, che porta all’allontanamento delle due formiche. Da quel momento proseguono le loro strade in solitudine, iniziando le operazioni di immagazzinamento dei frutti.

Le operazioni di stoccaggio

La formica tenace inizia così con una nutrita squadra di altre formiche a scalare l’albero. L’impresa risulta subito molto ardua. Ma la tenacia della formica la porta ad ottenere il risultato sperato, entro i tempi per andare in diapausa. Un’impresa che farà vivere in serenità diverse generazioni.

L’altra formica invece con tutto il resto della popolazione, inizia a prendere i frutti che sono già a terra. Le operazioni scorrono velocemente e in poco tempo anche lei avrà accumulato sufficienti scorte di cibo per la diapausa stagionale.

Arrivati a questo punto della storia starai pensando se effettivamente c’è una delle due formiche che ha ottenuto un reale vantaggio da quanto fatto finora.

Quale ragionamento dei due è il migliore? Quello della formica tenace o della formica paziente?

Parafrasando l’esempio della storia nella nostra vita, vorrei farti riflettere su un fatto importante. Non sempre le azioni troppo complesse portano risultati ottimi fino in fondo, se tralasciamo tutto il resto. Infatti la formica tenace per seguire la sua strada ha perso un’amica. È altrettanto vero che quasi mai le azioni troppo semplici portano risultati strabilianti. Infatti la formica paziente ha fatto quello che tutti si aspettavano, la strada semplice, che non porterà ad avere il successo che vorrebbe.

Come siamo fatti

Così noi umani, pensiamo di essere tanto più intelligenti delle formiche, eppure troppe persone sono follemente tenaci e tristemente pazienti. Non ce ne rendiamo sempre conto ma anche noi siamo come le formichine, intenti a capo chino nelle nostre vite, e perdiamo di vista il quadro più grande della vita.

Spesso lasciamo che i nostri obiettivi offuschino la nostra vita focalizzando tutto al raggiungimento di quanto ci siamo prefissati. Smettiamo di ragionare su quello che perdiamo lungo la strada e quando ce ne rendiamo conto è ormai troppo tardi.

Tornando alle due formiche, la prima farà una grande fatica e porterà a casa dei frutti strepitosi. L’altra farà molta meno fatica e i frutti che troverà saranno già fin troppo maturi, comunque ancora commestibili.

Tu cosa faresti in una situazione come quella? La cosa semplice o la cosa complessa? Chiediti che risultati porterà. Comincia a valutare di trovare un equilibrio nella vita. Solo rimanendo centrato nella tua vita, potrai raggiungere i risultati che desideri.

Commenta questo articolo e dimmi cosa ne pensi, il tuo punto di vista è fondamentale per crescere e migliorare insieme come persone…

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1 Commento. Nuovo commento

  • Tiziana Simona
    Agosto 27, 2021 4:48 pm

    Sono sicuramente due modi diametralmente opposti di approcciarsi alla vita. Entrambi giusti a seconda dei punti di vista o molto più semplicemente secondo le inclinazioni soggettive.
    Io oggi come oggi, mi sento più una formica paziente, dopo aver corso tanto nella mia vita, dopo essermi messa in gioco tante volte. Qualche volta ho rischiato ed è andata bene, altre un po’ meno, oggi la mia tenacia si chiama pazienza, forse potrò sembrare una persona che si accontenta, magari invece sono solo una persona che ha dato tanto e ora ha esaurito le scorte.
    Va da se che la formica tenace ha tutta la mia ammirazione!

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